Rudolf Arnheim e
le rubriche di «Cinema»
I risultati di un'indagine sugli pseudonimi «Cinema»
fra il 1936 e il 1938
Rudolf
Arnheim prese parte attivamente all'avventura editoriale di «Cinema»,
nato sulle ceneri di «Intercine» e inaugurato, nel 1936, sotto la direzione di Luciano De Feo. Prima dell'esilio
forzato a causa delle leggi razziali, Arnheim firmò una trentina
di articoli, fra il luglio del 1936 e il luglio del 1938, molti dei qttiva.
Tuttavia, una parte davvero consistente del suo contributo è rimasta
sino ad oggi pressoché inesplorata, per via della firma sottoforma
di pseudonimo che ne ha occultato o resa amuali di carattere tecnico con
spiegazioni scientifiche di cinematografia e psicologia percebigua la
paternità.
La
rubrica di risposta alle domande e ai messagi inviati dai lettori di Cinema,
intitolata "Capo di Buona speranza", fu a lungo attribuita a
Francesco Pasinetti (si veda M. MIDA, La testimonianza di un allievo,
in «Cinema Nuovo»,
271, giugno 1981, p. 41; G. ARISTARCO, Francesco Pasinetti, una lezione
disattesa, in «Cinema
Nuovo»,
271, giugno 1981, p. 44). Va precisato che la rubrica fu curata in un
primo momento da un gruppo di redattori e firmata prima da Gianni Puccini
(dal n. 2 al n.6) e poi dallo pseudonimo "Il Nostromo" (dal
n. 7). In un secondo momento lo pseudonimo è però da attribuire
ad Arnheim, come egli stesso tenne a precisare in risposta agli interventi
imprecisi citati sopra (R.
ARNHEIM, Arnheim e il Nostromo, in
«Cinema Nuovo», 274,
dicembre 1981, p. 58). Incerta è la data a partire
dalla quale subentrò ad Arnheim un nuovo redattore, presumibilmente
nell'estate del 1938 (si veda D. MECCOLI, Ancora
su Arnheim e il Nostromo, in «Cinema
Nuovo»,
275, febbraio 1982, p. 29).
Gianni Puccini, "Capo di Buona Speranza" (Corrispondenza coi lettori),
dal n. 6 (25 settembre 1936) al n. 11 (10 dicembre 1936), in «Cinema»:
Una selezione di questi interventi è ripubblicato in I baffi di Charlot. Scritti italiani sul cinema 1932-1938, Torino, Kaplan, 2009, pp. 258-264.
Marie
Onussen [Voi
fotografate noi pubblichiamo] [Fotografia]
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La
rubrica rivolta ai fotoamatori è contrassegnata dallo pseudonimo
"Marie Onussen", ottenuto dal nome della sorella di Arnheim,
coautrice della rubrica, e dall'inversione della parola "nessuno"
(si veda R.
Arnheim,Arnheim e il Nostromo, in «Cinema Nuovo»,
274, dicembre 1981, p. 58). Gli interventi dunque sono da attribuire
a Rudolf Arnheim e/o Mary Arnheim-Gay. Una chiara attribuzione è
tuttavia impossibile.
(rnh),
Memorie della camera oscura, in «Cinema», 36, 25 dicembre
1937, pp. 433-435.
Ripubblicato in I baffi di Charlot. Scritti italiani sul cinema 1932-1938, Torino, Kaplan, 2009, pp. 272-275.
Rudolf Arnheim, Esame di coscienza, in «Cinema», 44,
25 aprile 1938, pp. 289-290.
Ripubblicato in I baffi di Charlot. Scritti italiani sul cinema 1932-1938, Torino, Kaplan, 2009, pp. 275-279.
Per
mancanza di riferimenti precisi l'attribuzione dello pseudonimo "Ciak",
firmatario della rubrica dedicata alle notizie e alle innovazioni tecniche
(tranne ove segnalato), è da ritenersi incerta. Alcune testimonianze,
lo stile di scrittura e i contenuti degli interventi - molto simili alle
voci sull"Espressione" di «Intercine» - rendono
tuttavia plausibile una corrispondenza fra Arnheim e l'autore della rubrica
(si veda R.
Arnheim, Come un tifoso d'oggi amai il cinema in Italia,
in «Cinema Nuovo», 301, maggio -giugno 1986: 35-36). Due
degli articoli peraltro sono esplicitamente firmati da Arnheim.
Nel
1937 compare una rubrica con periodicità irregolare dal titolo
"Bianco e nero". Le doppie recensioni che la rubrica ospitava
erano firmate da due pseudonimi: "Candido" (l'ottimista) e "Arpagone"
(il pessimista). Dietro a tali pseudonimi si celavano Rudolf Arnheim e
Gianni Puccini (si veda G. PUCCINI, Storia di «Cinema»,
in O. CALDIRON (a cura di), Il lungo viaggio del cinema italiano. Antologia
di «Cinema» 1936-1943, Marsilio, Padova, 1965: LXXIX,
ripubblicazione di G. PUCCINI, I tempi di «Cinema»,
in «Filmcritica», 5, maggio 1951, pp. 151-155 e G. PUCCINI, Il venticinque luglio del cinema italiano, in «Cinema Nuovo»,
24, 1 dicembre 1953, pp. 340-342). Per l'esatta attribuzione dei due pseudonimi
ad Arnheim (Candido) e a Gianni Puccini (Arpagone) si veda O. CALDIRON, Cinema 1936-1943. Prima del neorealismo, Roma, Fondazione Scuola
Nazionale di Cinema, 2002, p. 10)*.