REDISCOVERING ARNHEIM
Nuove idee per la ricerca


Dimitri Liebsch
Oglethorpe University, Atlanta (USA) | Ruhr-Universität Bochum (Germania)

THE LONG ENDING OF THE SILENT MOVIE
Saggio presentato alla 23^ conferenza annuale dell'European Society for the History of the Human Sciences, Salisurgo, 20-24 luglio 2004. (La versione tedesca integrale, “Das lange Ende des Stummfilms", è pubblicata in C. G. Allesch - O. Neumeier (a cura di), Rudolf Arnheim oder Die Kunst der Wahrnehmung. Ein interdisziplinäres Portrait, Vienna: WUV Universitätsverlag, 2004, pp. 69-85).


Rainer Schönhammer
Burg Giebichenstein Hochschule für Kunst und Design Halle - Saale (Germania)

HUMAN ‘SENSE OF SPACE’, MOVING IMAGES AND ARCHITECTURE
Saggio presentato all'International Symposium Aesthetics and Architectural Composition, Dresda, 2004.

Il saggio discute potenzialità e limiti della rappresentazione degli "spazi edificati" nel cinema e nella realtà virsuale. L'approccio utilizzato combina analisi fenomenologica, riferimenti alle tradizionali teorie dell'esperienza estetica e le recenti scoperte neurocognitivismo.


ARNHEIM ON THE PERCEPTION OF MOVING IMAGES

Saggio presentato alla 23^ conferenza annuale dell'European Society for the History of the Human Sciences, Salisurgo, 20-24 luglio 2004. (La versione integrale del saggio in è pubblicata nel capitolo “Mit Arnheim Kino” in C. G. Allesch - 0. Neumeier (a cura di),Rudolf Arnheim oder Die Kunst der Wahrnehmung. Ein interdisziplinäres Portrait, Vienna: WUV Universitätsverlag, 2004, pp. 87-96).

Il saggio si sofferma su un elemento ancora rilevante della teoria filmica di Arnheim: la percezione delle immagini in movimento. Arnheim ha sottolienato che il movimento degli oggetti (e non ultimo, del corpo umano) è essenziale nel determinare l'impressione dello spazio tridimensionale da parte dell'osservatore. La sua teoria ha spiegato anche perché il movimento della macchina da presa può produrre un forte disorientamento (da considerarsi talvolta come un effetto volontario). Il saggio dimostra come tali assunzioni contraddicano l'ancora diffusa mistificazione secondo cui il movimento della macchina da presa sia l'elemento essenziale dell'esperienza del movimento.


Ian Verstegen
Storico dell'arte - Philadelphia, NJ (USA)

A FORMALIST REBORN
in «Film-Philosophy», Electronic Salon 3, 46, 1999.